II Campanile della Chiesa di S.Chiara nel 1909

Arrogus de storia
Tipo carattere

"II Campanile della Chiesa di Santa Chiara in San Gavino Monreale Anno 1909" a cura di don Giovanni Giacu - San Gavino Monreale, 1998.

 



Documentazione relativa al Campanile

Mons. Tornasi quando parla delle "Campane e del campanile" nel Liber Chronicus della Parrocchia di Santa Chiara (redatto dal 1920 al 1941), propone la trascrizione di tre lettere risalenti al 1909. Queste fonti, con l'ausilio di altri documenti rinvenuti presso l'Archivio Comunale di San Gavino, ci offrono la possibilità di ricostruire, (a livello ipotetico), le probabili vicende riguardanti il campanile accadute nell'anno in questione.


DOCUMENTAZIONE

Noi sospettiamo (salvo smentita documentaria) che prima del mese di luglio, periodo alla quale appartiene la prima lettera, il Parroco Cabitza don Raffaele abbia avuto modo di esporre al Sindaco Giuseppe Sassu la situazione in cui versa il campanile. Questi, per poter intervenire invia una missiva al Parroco, affinchè lo renda edotto sulla situazione finanziaria della parrocchia. 2 luglio 1909.

Lettera del Sindaco al Parroco Raffaele Cabitza:
"L'amministrazione di San Gavino desidera conoscere la situazione finanziaria della parrocchia, perché, ove essa non abbia mezzi sufficienti, si procederà alla riparazione del campanile a spese del comune. Pregola pertanto di inviarmi copia del bilancio, ed all'uopo le spedisco un modello di bilancio, con ossequio. Il Sindaco: Giuseppe Sassu ".
La lettera evidenzia che il campanile abbisogna di riparazioni, però non specifica la natura dell'intervento. Il Sindaco chiede ad un ingegnere di Cagliari il suo prezioso contributo tecnico, affinchè stabilisca con una perizia le condizioni in cui versa il campanile, e la natura dell'intervento per poter sanare eventuali danni presenti nella struttura. Questo lo ipotizziamo per il fatto che il 2 agosto 1909 l'ingegnere Riccardo Simonetti scrive al Sindaco informandolo che accetta un non precisato incarico, incarico che noi sospettiamo riguardi la stesura del progetto di riparazione del campanile.

2 agosto 1909. (doc. n. 1)

Lettera dell'Ingegnere Riccardo Simonetti al Sindaco:
"Illustrissimo Sig. Sindaco di San Gavino Monreale. Ringrazio la S. V. della comunicazione fattami con lettera N. 744 del 29 pp. Luglio e delle cortesi espressioni a mio riguardo.
Accetto ben volentieri l'incarico che, codesto Onorevole Consiglio Comunale, è piaciuto affidarmi, e non appena la S. V. si degnerà comunicarmi essen stata quella deliberazione resa esecutiva, ossia la copia di essa con il visto dell'autorità tuttaria sarà mia cura provveder subito in merito.
In attesa intanto di siffatta comunicazione con ossequio La riverisco... ".

L'ingegnere Simonetti, in questa sua missiva accenna ad una seduta del Consiglio Comunale, dove si sarebbe deliberato di affidargli un qualche incarico non meglio precisato. La seduta del Consiglio Comunale che formalizzerà uno specifico incarico al Simonetti, avverrà il giorno 13 ottobre 1909.

18 settembre 1909. (doc. n. 2)

Seduta della Giunta Municipale:
"Dietro proposta del Presidente ad unanimità di voti si delibera: di convocare il Consiglio Comunale in sessione ordinaria pel giorno 26 corrente onde discutere i seguenti oggetti: ... 3° Riparazione al Campanile".
La seduta del Consiglio Comunale, per cause che non conosciamo, non verrà convocata il giorno 26 settembre, ma il 13 ottobre. In questa seduta viene formalizzato l'incarico all'ingegnere Simonetti.

13 ottobre 1909. (doc. n. 3)

Seduta del Consiglio Comunale:
"In continuazione di seduta presenti gli stessi. Il Presidente ricorda come il Consiglio in seduta del 29 settembre del 1907 deliberava di porre uno steccato intorno al campanile della Parrocchia che minaccia rovina in attesa della visita di un ingegnere per gli ulteriori provvedimenti.
Che in vista del grave pericolo che ne deriva per i passanti pel continuo sgretolamento il consiglio stanziava un primo fondo di lire mille in bilancio per potere procedere alla riparazione e si dimostrava all'autorità superiore l'ubbligatorietà della spesa pel Comune per non avere la parrocchia fondi per ripararlo.
Invita pertanto in Consiglio a procedere alla nomina di un ingegnere per la compilazione del progetto occorrente per l'esecuzione dei lavori di restauro.
Il Consiglio udite le ragioni esposte dal Presidente ad unanimità di voti Delibera: di nominare l'Ingegnere Riccardo Simonetti per la compilazione di un progetto per la riparazione del campanile".

Le condizioni in cui riversa invece l'orologio, riusciamo a conoscerle tramite una lettera del 24 ottobre 1909, redatta dal Sig. Pistidda al Commissario Regio.

24 ottobre 1909. (doc. n. 4)

Lettera del Sig. Pistidda G. L. al Commissario Regio:
"Egregio Commissario Regio, San Gavino.
Giorni fa mi recai a San Gavino per affari nello stesso tempo mi recai in campanile per visitare l'orologio pubblico a me affidato per la manutenzione.
Incontrai l'orologio in pessimo stato causa della cassa essendo tutto bucato e nei buchi penetra il vento forte assieme alla sporchizia, il vento si capisce sbatte il bilancere da una parte a l'altra ove può procurare guasti costosi - perciò mi rivolgo alla S. V. I. onde poter provvedere per evitare i guasti che possono capitare.
La riverisco
L'orologiaio Meccanico Giovanni Luigi Pistidda ".

L'ingegnere Riccardo Simonetti compie uno o più sopralluoghi al campanile, e prontamente riferisce al Sindaco le condizioni un cui riversa la struttura architettonica. Il Sindaco Sassu riferisce di questo al Parroco don Cabitza in una lettera datata 21 dicembre 1909. Nella stessa vi sono contenuti i primi provvedimenti che dovranno essere adottati.

21 dicembre 1909. (doc. n. 5)

Altra lettera del Municipio al Parroco N. Prot. 1236:
"le trascrivo un brano della lettera inviatami dall'Ingegnere Simonetti in seguito alla visita praticata al campanile: "Le condizioni statiche adunque del rivestimento esterno della canna, del pavimento fino alla cella campanaria sono pessime, essendo fortissime le corrosioni della pietra tuffacea con la quale è fatto, imponenti i distacchi e gli strapiombi. La cella campanaria è poi addirittura in uno stato deplorevole, si da lasciare serii dubbi sulla sua stabilità, massime con le vibrazioni che ad essa si imprimono quando vengono e come vengono suonate dai sacristi le campane. E mentre mi occuperò con tutta la sollecitudine possibile dello studio dei restauri occorrenti, a scanso di responsabilità ritengo prudente e necessario:
  1. Che la S. V. vieti in modo assoluto che le campane vengano suonate lasciando solo che l'orologio batta sulla campana delle ore e mezz'ore.
  2. Che venga aumentato lo spazio tutto attorno al campanile in cui sia vietato il transito e la permanenza, con segni robusti ed evidenti in modo che si abbia una zona libera perimetrale larga almeno metri 5 ".
Nel comunicarle tali consigli dell'Ingegnere, edonde evitare possibili responsabilità da parte di chiunque, pregola vivamente di eseguire quanto riguarda il suono delle campane appena ne avrà avvisata la popolazione. Così occorrerà pure impedire l'accesso alla prima cappella. Occorre costruire lo steccato di cinque metri anche nell'interno della chiesa, per lo spazio intorno al campanile, vietando, se del caso, l'ingresso pel portone principale. Dal canto mio posso assicurarla che si procederà al restauro con tutta la sollecitudine possibile.
Il Sindaco G.Sassu".

A questa lettera, il Parroco risponde prontamente con pacatezza ed equilibrio, suggerendo al Sindaco di ritardare al gennaio del 1910 l'adozione dei provvedimenti suggeriti dall'ingegnere.

22 dicembre 1909. (doc. n. 6)

Lettera di risposta da parte del Parroco al Sindaco:
"Illustrissimo Sig. sindaco,
Rispondo al protocollo N. 1236 relativo al campanile parrocchiale.
Premetto anzitutto che, se l'ingegnere Simonetti è un incaricato della Prefettura non ho nulla da aggiungere, ritenendo sempre superiore ad ogni mio individuale giudizio, l'autorità che esso legittimamente riveste. Ma se tale non fosse, mi permetta che faccia anch'io alcune osservazioni in proposito.
Anzitutto parmi esagerato, che, per il pericolo che si distacchi qualche pietra dal rivestimento esterno della canna del campanile, si debba fare un recinto che abbia una zona perimetrale di cinque metri (!), fuori, e, quello che maggiormente colpisce, dentro la chiesa !
In secondo luogo, pure ammettendo che il suono delle campane produca una qualche scossa nei fabbricati prossimi, cioè, più vicini, io non credo, che le condizioni del nostro campanile siano talmente compromettenti, che, data l'importanza del servizio delle campane, non si possa conciliare la esigenza non tanto facilmente vincibile della popolazione, e un uso più ristretto e prudente delle campane, con lo stato non poi troppo gravemente allarmante dell'edifizio: e ciò tanto più, quanto si permetta all'orologio, che non credo più necessario, nel campanile della chiesa, delle funzioni che nella chiesa si compiono, di suonare ad ogni mezza ora.
In vista di questo, e per evitare fastidi che ci si potrebbero procurare dal popolo, non sempre retta nei suoi giudizi, né sempre delicato nel presentare i suoi lamenti, io son di parere, che convenga meglio ad entrambi di provocare al riguardo una perizia ufficiale dalla prefettura. Essa così darebbe i suoi ordini, cui nessuno potrebbe sottrarsi, e noi ci conserveremo sempre scevri di ogni responsabilità dinanzi al nostro popolo.
Del resto, in conclusione, qualora ritenesse superfluo tale ripiego, Ella può benissimo, nel caso presente, per ragioni di sicurezza pubblica, impartire tutti quelli ordini che crederà più opportuni. Comandi, se crede, e troverà in me un suddito inappuntabilmente sottomesso. In ogni caso però La pregherei di procrastinare i provvedimenti pratici fino al 1° gennaio inclusivo, del prossimo anno, in omaggio alle imminenti feste del Natale, e di rendermene consapevole a tempo, per dare gli opportuni avvertimenti al popolo. Confido poi che, come mi è stato promesso, si farà di tutto per restituire al primitivo decoro il campanile, che, per il nostro paese, è un monumento.
Gradisca pertanto i miei rispettosi ossequi. (...)
Sac. Raffaele Cabitza rettore Parrocchiale".

Le richieste del Rettore Parrocchiale don Cabitza, non vengono prese in considerazione, e con una lettera del 24 dicembre si ha la risposta del Sindaco, il quale conferma gli ordini impartiti nella lettera del 21 dicembre 1909.

24 dicembre 1909.

Lettera del Sindaco al Parroco N. Prot. 1245:
"AI Rev. Parroco.
Prendo atto della sua pregiatissima in data di eri, e mentre mi riserbo di comunicarle altri ordini circa il suono delle campane, pregola disporre (fin da stanotte) dei banchi in modo che sia vietato l'avvicinamento del pubblico nella parte interna della chiesa, per alcuni metri dal Campanile...
Il Sindaco".

 

FONTI
I documenti contenuti in questa cartella documentaria sì trovano presso:

Documento n. 1
ACSC, Categoria VII, anno 1909.

Documento n. 2
ACSG, Delibera Giunta Municipale 18 settembre 1909.

Documento n. 3
ACSC, Delibera Consiglio Municipale 13 ottobre 1909.

Documento n. 4
ACSC, Categoria VII, anno 1909.

Documento n. 5
ACSC, Categoria VII, anno 1909.

Documento n. 6
ACSC, Categoria VII, anno 1909.
Lettera del 2 luglio 1909 e del 24 dicembre 1909 Liber Chronicus.

(ACSC, corrisponde a: Archivio Comunale di San Gavino Monreale.)