Sa musca macedda in bidda

Arrogus de storia
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"Sa musca macedda in bidda. Su sciuscìu de su 1652-'56." di Antonio Casti - Maura Editrice, 2013.

Antonio Casti, insegnante in pen­sione, è uno dei più interessanti e rappresentativi storici locali e continua a mantenere fede al suo prezioso impegno di studioso con la pub­blicazione del volume "Sa musca macedda in bidda".

Con quest'ultimo lavoro Anto­nio fornisce un altro importante tassello per la ricostruzione storica del passato di San Gavino. Il volume si articola in quattro capitoletti che prendono avvio dalla leg­genda de "Sa musca macedda" fino alle prime fonti storiche sulla terribile peste del 1652-56; dall'arrivo del contagio alle misure di contrasto e prevenzione; dal conteggio delle vittime e dei sopravvissuti fino ai ripopolatori che giunsero da ogni angolo della Sardegna. Secondo la testi­monianza del canonico Porru l'epidemia della peste in San Cavino produrrà conse­guenze devastanti riducendo il paese asole tredici famiglie. Nei qua-rant'anni successivi alla epidemia San Gavino venne ripopolato so­prattutto da famiglie provenienti da Gonnosfanadiga, Sardara, Sanluri, Pabillonis, Forru, Guspini, Fonni, Lunamatrona, Masullas, Cagliari, Genoni, Samassi, Nuraminis e tanti altri. Sicuramente la peste fu l'e­vento più tragico nella storia di que­sto paese e l'autore mette in luce la dissoluzione e la disunione che l'ar­rivo di tanti forestieri ha prodotto sulla comunità, fino alla dramma­tica perdita della sua identità storica e culturale. Casti nella ricostruzione storica del suo paese evidenzia anche l'inconsistenza del luogo co­mune che da tempo definiva il suo come un paese senza storia: San Ga­vino è in grado di documentare la sua storia come pochi altri centri. Daniela Inconis nella prefazione a questo breve ma importante lavoro sulla peste confessa: «...son cre­sciuta credendo che questo fosse un paese "brutto" dove non ci fosse nulla da scoprire né tanto meno da fare, che non offriva alcuna oppor­tunità, per cui l'unica soluzione era scappare; insomma, inquinati e con la "puzza di maiale", mi è sembrato il posto peggiore dove nascere. Poi, invece, leggendone la storia, grazie a libri come questo, ho pro­vato un'emozione, una meraviglia e anche un orgoglio nuovo. La memo­ria storica è parte della nostra iden­tità socio-culturale, uno scrigno d'immense ricchezze a cui attingere per costruire un futuro più florido».

Francesco Sonis

Tratto da "Nuovo Cammino. Periodico diocesano d'informazione", pag. 14, di domenica 9 Febbraio 2013.

 


 

La storia della peste a San Gavino Monreale

Dopo aver pubblicato numerosi libri su San Gavino Monreale, Antonio Casti mette a fuoco, in questa sua ultima opera, gii avvenimenti di cui si ha memoria nel paese di quando, poco dopo la metà del Seicento, la peste portata dalla Spagna nel porto di Alghero si diffuse in larga parte dell'isola. La narrazione, intercalata a foto, cartine e disegni, alterna le notizie a carattere generale a quelle di interesse locale che sono emerse dai pochi documenti e dai brandelli della memoria popolare. Daniela Inconis scrive nella prefazione che il racconto di come furono affrontate e superate sciagure come quella, frequenti nel passato, dovrebbe servire di insegnamento ai giovani di oggi. dall' Unione Sarda.