"L'ultima parola. In viaggio. Nel jazz" di Jack Kerouac (traduzione di Alberto Masala) - Il Maestrale.

Se chi scrive è la musica, Kerouac... diventa musica. Se chi scrive è il viaggio, lui si fa percorrere dalle visioni, diventa strada... diventa gente, e linguaggio: Dave, il ragazzo messicano, l'umanità diTangeri con Burroughs, gli irochesi, la patetica visione dell'eroico country quotidiano di un'America bambina che non vorrà mai crescere. E Kerouac diventa America. Ma, come i bambini, la rompe e la rifa diversa» (dalla postfazione di Paolo Fresu).

"Tamburini" di Marcello Fois - Il Maestrale.

Rileggere in controcanto l'idea di Patria. Una voce dalle periferie geografiche e sociali della Nazione racconta il secolo breve: la Grande Storia di guerre, di uomini spediti al massacro. Il patriottico tamburino di De Amicis si rovescia moltipllcandosi nei tamburini di Pois: tutti membri di una sola famiglia che sacrifica alla Patria avi, nonni, padri e figli. Dalle trincee di un tempo all'oggi della morte, muta, per uranio  impoverito.

"Materiali" di Marcello Fois - Il Maestrale.

"Materiali" come di un laboratorio: del narrare e di un'impresa di scrittura con bilancio all'attivo, quella di Fois. Oggetti di una fulminea densità romanzesca da gustare in sé, e la scoperta di ascoltare una voce che accoglie voci di un quotidiano sorprendente: il Fois poeta del parlato, del dialogato, del gossip. Storie, brusio di storie da province alienate e alienanti, e poi l'incalzante ricostruzione dell'intrigo, il gioco dell'indagine, la follia domestica.

"Verità per verità" di Roberto Concu - Il Maestrale.

E il freddo brinato di un'alba invernale ma Lorenzo suda: appostato, attende la propria vittima e le cose andranno come devono andare: sparerà e ucciderà. Poi la macabra coreografia di una bambola decapitata, testa e corpo confitti sul cancello accanto al morto. Un enigma per gli inquirenti; simboli che giocano su un garbuglio di fatti e affetti, e potrebbero rimandare a una vecchia storia, difficile da dipanare nel girotondo delle troppe verità.

 

"Il vecchio schiavo e il molosso" di Patrick Chamoiseau (traduzione di Paola Ghinelli) - Il Maestrale.

Un uomo corre attraverso la Martinica. È un vecchio schiavo taciturno che ha passato la sua intera, anonima esistenza in una piantagione di canna da zucchero. Ma ora fugge, e il Padrone si mette sulle sue tracce con un molosso feroce, allevato per sbranare schiavi. La corsa del vecchio, scandita da un ritmo che segna la conquista della consapevolezza di sé, diviene un'escursione del passato martinicano.

"Creaturine" di Alberto Capitta - Il Maestrale.

Premio "Lo Straniero".
Rosario e Nicola: figli di un orfanotrofio all'alba del Novecento. Un giorno sembrano dividersi, in un gioco di destini che si sfiorano grazie anche ad un anello perduto e ritrovato. Rosario affronterà il suo ingresso nel consorzio umano: un'anomala famiglia adottiva, l'istruzione, il lavoro, l'amore. Nicola andrà verso una vita di sola natura. Vagabondi, incontreranno altre esistenze disperse... ma a cosa è servito tanto correre, tanto remare?

"Racconti con colonna sonora" di Sergio Atzeni - Il Maestrale.

A cura di Giancarlo Porcu.
Nove storie di bassifondi e periferie, dai porti del mediterraneo alle lagune del nord Europa, con visioni africane. Racconti che rubano il tempo a sax, tamburi e giri di basso. Storie dettate dalla musica:"Ogni musica, evoca immagini, in chi ascolta... chi riesce, a immaginare Toro Seduto che guida le truppe, e Custer laggiù in fondo, e le urla dei morenti - con La Primavera, in sottofondo?". Così Atzeni danza la sua iniziazione alla scrittura.

"I sogni della città bianca" di Sergio Atzeni - Il Maestrale.

A cura di Giuseppe Grecu.
Come uno specchio deformante le storie del narratore riflettono desideri e aspirazioni della varia umanità che popola la'città bianca'; eroici implacabili sogni di rinnovamento che scuotono una realtà in perpetua attesa del miracolo che la salvi. Nei ventisette racconti risalenti ai primi anni '80, si dispiega la tenace volontà di raccontare, e di raccontarsi, di un giovane talento letterario, ormai alle soglie della grande stagione dei romanzi.

"Una ignota compagnia" di Giulio Angioni - Il Maestrale.

lo non sapevo fare nulla. Ed eccomi a '^Milano specialista in confezioni per signora». Dalle cronache della fine del millennio appena scorso, un racconto di amicizia e di lavoro, di donne e di speranze in uno strano incontro milanese tra un africano e un sardo che si conoscono, si riconoscono, si raccontano, cercando di capire e di farsi una vita almeno provvisoria nella metropoli sconosciuta. E c'è un brutto affare, che infine cambia tutto.

"Alba dei giorni bui" di Giulio Angioni - Il Maestrale.

Premio Dessi'.
A trentasei anni Alba Pistis osserva smarrita le macerie della propria famiglia. È la sorella maggiore di due gemelli, maschio e femmina, ma si è sempre sentita loro madre, e il carico è aumentato dopo la morte dei genitori. Qualcosa però è cambiato: Alba non riconosce più quei fratelli cresciuti di nascosto che ora negano il suo ruolo. Con un silenzio che fa male,Valentina partirà, lasciando Alba sola in lotta con la tossicodipendenza di Carlo.

"Il cattivo cronista" di Francesco Abate - Il Maestrale.

Come ci è finito Rudy, il "cattivo cronista" di questa storia, steso su un letto d'ospedale, delirante di morfina, con braccia e gambe rotte e tutti che vogliono complimentarsi con lui? Lo si saprà avventurandosi all'indietro in un anno della sua esistenza. Lo si saprà seguendo Rudy Saporito, cronista di nera, fra la redazione del suo giornale e le periferie di una grande città di mare. Nella giostra di una vita priva di scrupoli... salvo imprevisti.

"Oltremare" di Mariangela Sedda - Il Maestrale.

Grazia emigra in Argentina e lascia la sorella Antonia con l'anziana madre nel piccolo paese sardo di Olai. Ma il rapporto continua nei 15 anni di scambio epistolare che compongono il romanzo. Nella corrispondenza episodi privati s'intrecciano agli avvenimenti della storia collettiva. Le speranze del dopoguerra giocano in chiaroscuro con le paure per le inquietanti premesse del fascismo. Su tutto e nonostante tutto, la tensione di un filo che tiene, oltremare.