La vendetta della verità

Iperborea
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"La vendetta della verità" di Karen Blixen - Iperborea, 2012.

“Tutti gli uomini moderni hanno nostalgia della magia e hanno bisogno di magia per essere felici”, dice Amiane, la misteriosa vagabonda che arriva una sera di chiaro di luna in una locanda olandese, dove l’avido oste trama di uccidere un giovane ospite con la complicità della bella e cinica figlia e il forzato aiuto del cantiniere.

Ed è proprio la magia che rovescia le sorti, perché sul luogo e i suoi abitanti l’enigmatica veggente getta un incantesimo: tutte le bugie che verranno dette quella notte, all’alba diventeranno vere. Non è un caso che la stessa Karen Blixen amasse indossare i panni della demiurga Amiane nelle rappresentazioni famigliari deLa vendetta della verità, unica pièce teatrale che ci è rimasta della grande affabulatrice danese, scritta a diciassette anni e pubblicata, dopo varie revisioni, nel 1926. Fiaba filosofica di sapore shakespeariano, è la prima delle opere che sanciscono il suo successo, e in cui già sono anticipati molti temi a lei cari. Il continuo gioco tra finzione e verità, tra attore, narratore e spettatore, la contrapposizione tra la felicità inconsapevole delle marionette che ubbidiscono ai fili del burattinaio e il peso della coscienza e della libertà che rende impervio e oscuro il disegno del destino umano. Nella realtà, come sulla scena, si recita sempre a soggetto, ma è solo alla fine che forse riusciremo a capire se siamo stati davvero all’altezza del ruolo che ci era stato assegnato.