"Il libro di Blanche e Marie" di Per Olov Enquist (traduzione dallo svedese di Katia de Marco, postfazione di Dacia Maraini) - Iperborea, 2006.

Parigi, inizi del xx secolo. Blanche Wittman, un tempo “regina delle isteriche” e paziente preferita del celebre professor Charcot della Salpêtrière, poi assistente di laboratorio di Madame Curie, ormai ridotta a un torso dalle ripetute amputazioni rese necessarie dalle lesioni causate dalla radioattività, scrive febbrilmente con l’unica mano che le resta un “Libro delle Domande”, una sorta di diario intimo sulla natura dell’amore, per scoprire, per dirla con parole sue, “la relazione tra il radio, la morte, l’arte e l’amore.”

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"La vergine fredda" di Jørn Riel (traduzione dal danese e postfazione di Carola Scanavino) - Iperborea, 2002.

Bianco ovunque, il bianco di una neve perennemente immacolata, distese scintillanti, iceberg che i giochi di luce trasformano in fantomatici velieri alla deriva, un cielo vertiginosamente alto, di un azzurro così azzurro da parere il colore dell’eternità, e poi una notte interminabile di buio e silenzio che dura sei lunghi mesi: una natura estrema, quella artica, che non lascia indenne nessuno.

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iperborea_logoIperborea è nata nel 1987 con il preciso obiettivo di far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia. Primi a esplorarla in maniera sistematica, si è potuto farlo con vasta libertà di scelta e una produzione di altissima qualità, che spazia dai classici e premi Nobel, inediti o riproposti in nuove traduzioni, alle voci di punta della narrativa contemporanea.

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